29 ottobre, 2006

I TEMPI CAMBIANO
Ciao a tutti gli amici dell'angolo,questa sera ho avuto il piacere di conoscere un "vecchio" tifoso della Lucchese,si via,... uno di quelli che si ricorda ancora la serie A.
Parlando del più e del meno,siamo entrati nell'argomento TRASFERTE.
I tempi cambiano e "l'evoluzione della specie", ha definitivamente modificato il modo di pensare ed agire del tifoso,soprattutto,quello che segue la squadra anche in trasferta.
*Dice Lui: ai nostri tempi si partiva tutti insieme appassionatamente,si prenotava il miglior ristorante della città,dove la Lucchese giocava,e dopo aver mangiato e bevuto,mentre le mogli erano a giro a far spese per il centro,noi si andava ad incitare la squadra allo stadio.... senza preoccuparsi di niente e di nessuno.A volte la gente si portava il mangiare da casa ,e apparecchiava a bordo campo.
Considerazioni mie: bei tempi!,credo inripetibili........quando la trasferta,era un modo per girare l'Italia,portando li,dove si andava, consumo e denaro,acquisendo culture e tradizioni non solo gastronomiche.
L'evoluzione non sempre ci fa vivere meglio,e in particolar modo se sei un tifoso che la Domenica vuole solo rilassarsi e stare
in compagnia dell'amata LUCCHESE.........................1905
Tez
*nella foto,i rappresentanti del club Cuore RossoNero Farneta
Basta violenza negli stadi!
In Italia la violenza negli stadi ha raggiunto negli ultimi tempi dimensioni veramente preoccupanti. Lo testimonia il fatto che l'Italia è l'unico paese d'Europa che al giorno d'oggi utilizza le barriere rinforzate negli stadi fra il pubblico e il campo: attenuatisi i tempi degli hooligans (i tifosi inglesi che sono stati l'incubo del calcio tra gli anni '80 e '90) in Italia si sta vivendo ora una situazione che rischia di diventare peggiore. Botte da orbi fra tifosi avversari, macchine che ad ogni partita rischiano di essere distrutte e enormi spiegamenti di forze dell'ordine fuori dallo stadio (certe volte più agenti per una partita che per un'operazione antimafia!) ne sono un esempio eloquente.Come la partita Italia-Croazia (0-2), giocatasi a Livorno il 16 agosto scorso, in cui sono successe delle cose di cui mai vorremmo sentir parlare: la partita era amichevole, ma nulla di amichevole si è visto sugli spalti. La partita in questione, che era la prima dell'Italia dopo la vittoria dei mondiali, è cominciata subito in un'atmosfera surreale, con i tifosi livornesi che criticavano i campioni del mondo di essere invischiati nello scandalo Calciopoli (che consentitemi di dirlo è assurdo perchè in quella partita i campioni di Berlino non c'erano!), e che, insomma, affermavano di vergognarsi della nazionale. Nell'intervallo, poi, lo sparuto gruppo di tifosi croati (forse ubriachi fradici), ha pensato bene di formare una svastica umana sugli spalti, probabilmente per provocare la tifoseria di Livorno, che, come è risaputo, è decisamente di sinistra. A questo punto è scoppiato il finimondo: gli insulti hanno cominciato a volare pesantissimi fra le due curve e, a fine partita, i tifosi della curva livornese (forse 2000 circa) si sono assiepati al'uscita della curva riservata ai croati, promettendogli di pestarli fino allo svenimento.Morale della favola il centinaio scarso di tifosi croati è dovuto uscire dallo stadio scortato da uno spiegamento di 400 agenti di polizia, cosa che secondo me non dovrebbe mai succedere in una partita, specie se amichevole.Negli ultimi tempi è proprio questo che sta causando la violenza degli stadi in Italia: la frammentazione politica delle tifoserie avversarie, per fare un'esempio Lazio-Livorno, forse la partita più a rischio della serie A, perchè il pubblico della Lazio è fascista e quello del Livorno è comunista (comunque bisogna far notare che, per pubblico, intendo solo gli ultras). A volte si assiste a fenomeni ancora più insoliti: a Lucca, ad esempio, gli ultras della Lucchese, sono divisi addirittura fra loro, per motivi politici! Cosa inaudita: a questi livelli quando si sente parlare di rissa fra Bulldog e Fedayn (due dei gruppi degli ultras lucchesi), quasi ci si scorda che sono ultras della stessa squadra!Questo purtroppo testimonia che lo scopo di andare allo stadio sta diventando prendersi a botte invece che vedere la partita. Intendiamoci: allo stadio è normale diventare più aggressivi e gli sfottò, gli insulti indirizzati alla curva avversaria e all'arbitro sono perfettamente normali e anzi aggiungono colore alla situazione, ma tutto dovrebbe finire lì; invece la tendenza in Italia purtroppo non è questa, mentre ai mondiali abbiamo visto tifosi di squadre avversarie addirittura mischiati fra loro e mai ci sono stati problemi.In conclusione, io penso che la guerra politica tra le tifoserie non debba esistere e chi va allo stadio per prendere a botte i tifosi avversari se ne stia a casa, o meglio ancora, al fresco.
per gentile concessione,
dal blog di......... Montezuma